La manutenzione standard di SAP Process Integration e Process Orchestration (PI/PO) termina nel 2027. Chi ne ha bisogno può estenderla fino al 2030, poi il supporto SAP si chiude: lo conferma il SAP Architecture Center nella guida alla migrazione verso Integration Suite. Per un’azienda del lusso o del retail che fa passare da PI/PO ordini wholesale, flussi di cassa, e-commerce e logistica, la domanda vera non è più se migrare. È come arrivarci senza fermare il business. In questa guida trovi le date esatte, i rischi, il successore indicato da SAP e un percorso di migrazione pensato per landscape con centinaia di interfacce critiche.

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In breve

Indice

Le date che contano: 2027 e 2030

PI/PO gira su SAP NetWeaver 7.5. Nel 2020 SAP ha allineato la manutenzione di questa piattaforma a quella della Business Suite: come riportato da SAPinsider sull’estensione della manutenzione di NetWeaver 7.5, la manutenzione mainstream arriva a fine 2027 e quella estesa fino a fine 2030, con un sovrapprezzo.

C’è un secondo elemento che chiude la porta a qualsiasi attesa: PI/PO 7.5 è l’ultima release on-premise e non è prevista una nuova linea. Non esiste quindi un “PI/PO 8” a cui fare upgrade.

Nell’ottobre 2026 SAP ha pubblicato anche indicazioni specifiche per i clienti PI/PO sulla scadenza del 2030, legate al supporto di Java su NetWeaver Application Server Java 7.5, la base tecnica su cui PI/PO è costruito. Il messaggio di fondo è coerente con tutto il resto: il 2030 è un limite reale, non una data da rinegoziare.

Data Cosa succede Cosa significa per te
Oggi, fine 2026 PI/PO 7.5 in manutenzione mainstream Ultima finestra comoda per valutare, pianificare e avviare i primi wave
31 dicembre 2027 Fine della manutenzione mainstream Per restare coperto serve la manutenzione estesa, a costo maggiorato
Fine 2030 Fine della manutenzione estesa Il supporto SAP termina: le interfacce devono essere già migrate

Cosa rischi se resti su PI/PO dopo il 2027

PI/PO non smette di funzionare il 1° gennaio 2028. Il punto è un altro: il middleware è il sistema nervoso del tuo landscape, e ogni anno passato su una piattaforma a fine ciclo aumenta il rischio e il costo.

Costo di manutenzione più alto. La manutenzione estesa ha un premio sul canone, come ricorda la fonte SAPinsider citata sopra. Paghi di più per mantenere una piattaforma che non evolve.

Sicurezza e compliance. Una piattaforma di integrazione tocca dati di clienti, prezzi, pagamenti e fornitori. Per un brand del lusso, che gestisce dati di clientela alto spendente e obblighi GDPR, ogni componente senza un percorso di evoluzione chiaro diventa un tema da spiegare agli auditor.

Competenze che si spostano. Gli specialisti PI/PO migrano verso Integration Suite insieme al mercato. Trovare chi conosce bene adapter, mapping Java e configurazioni legacy diventerà più difficile e più caro, proprio quando la domanda di migrazioni sarà al picco.

Ingorgo finale. Molte aziende hanno lo stesso orizzonte. Chi parte tardi trova partner già impegnati e rischia di comprimere i test, che sono la fase che più protegge il business.

Il successore indicato da SAP: Integration Suite

SAP indica SAP Integration Suite come successore logico di PI/PO. È una piattaforma iPaaS su SAP BTP che riunisce più componenti:

Quest’ultimo punto è decisivo per molte aziende italiane del settore. Non tutto deve andare in cloud: Edge Integration Cell consente un modello ibrido, con progettazione e monitoraggio centralizzati e runtime vicino ai sistemi on-premise. SAP descrive anche il deployment di Edge Integration Cell su hyperscaler per ridurre la latenza quando i sistemi sono lontani dalla region BTP più vicina. Se vuoi un quadro più ampio della piattaforma, la nostra guida pratica all’Integration Suite entra nel dettaglio dei componenti.

Perché nel lusso e nel retail la migrazione è diversa

Un landscape PI/PO di un gruppo moda o lusso non assomiglia a quello di un’azienda manifatturiera. Le interfacce sono tante, eterogenee e legate a momenti commerciali in cui un errore costa vendite e reputazione.

I flussi che vediamo più spesso:

Tre conseguenze pratiche. Primo, il calendario commerciale decide le finestre di cutover: lanci di collezione, fashion week, saldi estivi e invernali, Black Friday e Natale sono periodi in cui nessun flusso critico va toccato. Secondo, i partner wholesale vanno coinvolti presto, perché ogni cambio di endpoint o certificato richiede test congiunti. Terzo, la migrazione è l’occasione per ripulire: interfacce duplicate, mapping che nessuno ricorda e scenari non più usati non vanno migrati, vanno dismessi.

Come pianificare la migrazione: fasi e strumenti

SAP articola il percorso in tre fasi principali: definizione dello scope, piano di migrazione approvato dal cliente, preparazione ed esecuzione con test e go-live. Nei progetti per il lusso le dettagliamo così:

  1. Inventario e assessment. Si estrae l’elenco completo degli scenari PI/PO, con volumi, partner, adapter e criticità di business. Migration Assessment, una funzionalità di Integration Suite, analizza i dati del sistema PI/PO e classifica gli scenari per complessità di migrazione.
  2. Razionalizzazione. Ogni interfaccia riceve una decisione: migrare così com’è, riprogettare (per esempio passando a eventi o API) oppure dismettere.
  3. Architettura di destinazione. Si decide cosa gira in cloud e cosa su Edge Integration Cell, come si gestiscono sicurezza, certificati, connettività verso i sistemi on-premise e verso i partner B2B.
  4. Piano a ondate. Le interfacce si raggruppano in wave per processo (wholesale, retail, e-commerce, logistica) e si collocano nel calendario lontano dai picchi commerciali.
  5. Migrazione degli artefatti. Migration Tooling, parte di Cloud Integration, semi-automatizza la conversione degli oggetti PI/PO in iFlow. I mapping complessi e gli sviluppi custom richiedono comunque lavoro esperto.
  6. Test end-to-end. Si confrontano i messaggi prodotti dal vecchio e dal nuovo flusso con dati reali, inclusi i casi limite: resi parziali, ordini con varianti multiple, valute diverse.
  7. Cutover e hypercare. Si passa in produzione wave per wave, con un periodo di monitoraggio rafforzato e la possibilità di tornare indietro rapidamente.

Nella stessa presentazione SAP descrive anche Migration Factory, un programma di due o tre settimane per valutare e pianificare la migrazione: verifica sul sito SAP le condizioni attuali.

Sui tempi, una regola pratica: non partire dalla data del go-live, parti dalle approvazioni. SAP stessa ha osservato che ottenere l’approvazione del business case richiede tipicamente un anno. Aggiungi assessment, sviluppo, test e le finestre bloccate dal calendario commerciale, e il 2027 si avvicina molto in fretta.

Il dirigente approva il business case per la migrazione

Cosa valutare prima di partire

Prima di firmare un piano, conviene avere risposte chiare su sei punti.

Manutenzione estesa o migrazione subito: come decidere

La manutenzione estesa è uno strumento legittimo, se usata come rete di sicurezza e non come strategia.

Situazione Scelta consigliata
Landscape contenuto, poche interfacce custom Migrare entro il 2027, senza pagare il premio di estensione
Landscape ampio, molti partner EDI, picchi stagionali forti Avviare subito i wave principali e valutare l’estensione solo per le code
Migrazione S/4HANA in corso Coordinare le due roadmap, partendo dalle interfacce che non dipendono dall’ERP
Forte presenza di sviluppi custom in Java Assessment immediato per stimare la riprogettazione, il collo di bottiglia più frequente

In tutti i casi il punto di arrivo è lo stesso: interfacce migrate e stabili prima della fine del 2030.

Il nostro punto di vista

La fine di PI/PO viene spesso raccontata come un obbligo tecnico. Noi la vediamo come una delle poche occasioni in cui un’azienda del lusso può ridisegnare il proprio sistema nervoso digitale con un budget già giustificato.

Lavoriamo ogni giorno sui processi core di retail e fashion luxury: order-to-cash, wholesale, POS, omnicanalità, logistica. Per questo non trattiamo la migrazione come una conversione di oggetti. Partiamo dai processi e dal calendario commerciale, decidiamo insieme che cosa riprogettare in chiave API ed eventi e che cosa spegnere, e solo dopo convertiamo.

Un team senior fa la differenza nelle parti che gli strumenti automatici non risolvono: mapping complessi, sviluppi custom, integrazioni con partner wholesale che non possono permettersi un ordine perso. Sviluppiamo anche tool proprietari per l’ecosistema SAP, perché crediamo che la visibilità sui flussi sia parte del progetto, non un accessorio.

Il nostro consiglio è semplice: avvia l’assessment adesso, anche se il go-live lo vedi lontano. Il tempo che guadagni oggi è quello che ti permette di testare bene domani.

Silvia

Come ti accompagniamo nella migrazione da PI/PO

GreenSharp è una boutique di consulenza IT specializzata in retail e fashion luxury, con esperienza su SAP PI/PO, SAP BTP e Integration Suite. Ti seguiamo dall’assessment al go-live: analisi del landscape, architettura di destinazione, piano a ondate, migrazione, test e hypercare.

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Domande frequenti

SAP PI/PO smette di funzionare dopo il 2027?

No, il sistema continua a girare, ma esce dalla manutenzione mainstream il 31 dicembre 2027. Per restare coperto devi attivare la manutenzione estesa, a costo maggiorato, che arriva fino a fine 2030. Dopo quella data il supporto SAP termina.

Esiste una nuova versione on-premise di PI/PO?

No. PI/PO 7.5 è l’ultima release on-premise e SAP non prevede una nuova linea. Il successore indicato è SAP Integration Suite, che con Edge Integration Cell permette comunque di eseguire i flussi nella rete aziendale.

Quanto dura una migrazione da PI/PO a Integration Suite?

Dipende da numero di interfacce, sviluppi custom e partner B2B coinvolti. Per un gruppo del lusso con centinaia di flussi va pianificata su più ondate, tenendo fuori i periodi di saldi, lanci di collezione e Natale. L’assessment iniziale è il modo più rapido per avere una stima affidabile.

Gli strumenti SAP migrano tutto in automatico?

Migration Assessment e Migration Tooling semi-automatizzano valutazione e conversione degli scenari standard. Mapping complessi, moduli Java custom e integrazioni EDI particolari richiedono intervento esperto e test end-to-end accurati.

Conviene coordinare la migrazione PI/PO con S/4HANA?

Sì, quando le due iniziative si sovrappongono. Molte interfacce cambiano comunque con il nuovo ERP, quindi conviene migrare prima quelle indipendenti e progettare le altre insieme alla roadmap S/4HANA.

Fonti

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